25 febbraio 2011

King Crimson - qualche osservazione sconnessa

Probabilmente il mio gruppo preferito, sicuramente quello a cui ho elargito la percentuale più alta delle mie sostanze.
Hanno avuto una storia travagliata e "frastagliata", con svariati cambi (anche radicali) e pause prolungate. Già il nome sembra una dichiarazione di intenti: deriva da Belzebù (Beelzebub), ovvero B'il Sabab, ovvero "l'uomo con uno scopo". Prima ancora di incidere, si capisce come saranno: cerebrali, epici, quasi minacciosi, inventivi. E sempre guidati dall'algido Robert Fripp (unico membro fisso).
Il primo disco, "in the court of the crimson king", viene pubblicato il 10 ottobre del 1969. L'ultimo è del 2003, "the power to believe". I tredici dischi di studio hanno suoni e "scopi" molto differenti, dall'hard prog di 21st century schizoid man al quartetto d'archi, al new-wave, al nu-metal. Eppure, c'è sempre un elemento comune, c'è sempre quella sottile seduzione che spaventa e attrae. Ed è quello che lega tra loro tutti i lavori.
In questi giorni, girano foto che sembrano testimoniare che il gruppo sia nuovamente in moto con una formazione che definirei "promettente".

04 febbraio 2011

Blind Faith

Ieri sera mi è capitato di riascoltare un grande classico come Gimme Some Lovin'; la maggior parte degli ascoltatori la associa automaticamente ai Blues Brothers. Non molti sanno che in realtà è il parto di un gruppo inglese, lo Spencer Davis Group, in cui parte del leone faceva il giovane e talentuoso Steve Winwood, cantante, tastierista, chitarrista. qui il video sul tubo.
Winwood fu poi motore trainante degli ottimi Traffic e nel 1969 si unì a Eric Clapton, Ginger Baker (sodale di Clapton nei seminali Cream) e Ric Grech (Family). Il gruppo durò lo spazio di pochi mesi, durante i quali registrò un disco e suonò in Scandinavia, Regno Unito e Stati Uniti.
Il disco è una piccola gemma, nonostante si tratti del classico supergruppo il tutto non è inferiore alla somma delle parti, e l'autoindulgenza che talora fa capolino non arriva mai a livelli fastidiosi (per quanto il solo di batteria finale sia lunghino...)
Il brano assolutamente meraviglioso è questo: Can't Find My Way Home, qui in una versione in cui le corde vocali di Winwood sono messe a dura prova!

Pablo Honey

Ma il primo disco dei radiohead è dedicato a un noto giornalista italiano? Comunque, lo ritengo sempre acerbo, anche se privo delle lungaggini (leggasi noia) post Kid A
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