22 aprile 2011

Qualche ascolto

Mentre sono fuori Genova, sull'ipod scorrono dischetti che vale la pena segnalare.
Kevin Gilbert - The shaming of The true : prog moderno, di quello stampo americano che lo rende vicino a tratti al detestabile AOR. Nonostante qualche rischio, bel lavoro eterogeneo, con interessanti intuizioni.
Still life - same :

15 aprile 2011

Palconudo - Bevi dalla mia bocca

Poche righe per segnalare un'interessante realtà genovese. Cercavo notizie su di loro in rete, ma nulla (o quasi) si trova.
Il loro è un cantautorato "modernizzato" (non pagano i soliti debiti con la scuola genovese), con una bella voce femminile in evidenza e testi intelligenti, con un paio di brani veramente riusciti e una buona produzione.
Meritano.

11 aprile 2011

Waters & The Wall

Lascio decantare per qualche giorno le sensazioni che sono scaturite dal concerto di Roger Waters, la ripresa integrale dello spettacolo che portò in tour con i pink floyd nel 1980-81.
Indubbiamente, the wall è opera estremamente suggestiva e, al contempo, semplice. Waters scrisse quasi tutto l'album (l'eccezione che spicca è la splendida comfortably numb), ancora una volta concentrandosi sulle tematiche che portano all'alienazione, qui rappresentata dal muro.
L'alienazione ha, per Waters, una radice profonda: come ogni fan dei Floyd sa, suo padre morì ad Anzio durante la seconda guerra mondiale, mentre Roger era ancora giovanissimo; i testi antimilitaristi nei Floyd abbondano: da Corporal Clegg all'intero Final Cut, la tematica ricorre sovente. Ed è proprio the wall che comincia a dare l'idea dell'ossessione di Roger.
Per entrare nel puro giudizio personale, the wall non è l'opera più riuscita dei Floyd: musicalmente si regge sulla ripetizione di alcuni temi non originalissimi, senza lasciare spazio alle atmosfere ed alle dilatazioni che costituivano il "vero" Pink Floyd Sound. Waters dà il meglio di sè come autore di testi: pur usando sempre un linguaggio estremamente semplice, riesce ad essere tagliente ed incisivo (e anche comprensibile per gli italiani, notoriamente capre con le lingue straniere!)
Lo spettacolo: incredibile! Un muro di undici metri sorge davanti agli spettatori e davanti ai musicisti, mentre proiezioni continue creano un vero e proprio "mondo parallelo", un film che scorre e che avvolge tutto. Guerra, povertà, prevaricazioni, violenza, alienazioni: tutto tradotto in immagini ed effetti speciali, noi - pubblico siamo costantemente con la bocca aperta. Anche la musica scorre perfettamente, senza incertezze, con un impatto notevole. E' questa la dimensione di the wall: lo spettacolo multimediale straccia il disco (che accusa gli anni e gli eccessivi ascolti). Voto: 9. Se comfortably numb l'avesse suonata Gilmour e non avessi avuto un tizio stonato attaccato all'orecchio destro sarei stato anche più generoso.