28 marzo 2012

Wandering

L'improvvisazione è composizione istantanea. Ogni tanto imbraccio il mio strumento, il basso, gioco con i pedalini (line6 m5, boss dd-20, VTBass)e improvviso.
Questo un opinabile risultato. Ovviamente: buona la prima.

gli Embryo a Genova

Gli Embryo sono un gruppo leggendario nella storia del Kraut-rock. Praticamente in tour semipermanente da più di quarant'anni, sono la creatura di Christian Burchard, percussionista, vibrafonista, salterista (questo è un bruttissimo neologismo, ma suona il salterio!). Mi ricordo abbastanza nitidamente di un loro concerto a Loano nel Marzo del 2002; fu un continuum di improvvisazioni, con strumentisti che ruotavano continuamente, un incontenibile Burchard al salterio e un bravissimo sassofonista.
Ricordo un pubblico sparuto, con qualche viso perplesso; altri, invece, sembravano illuminati dalle idee in libertà, dal flusso continuo, da quell'essere "freak" senza apparire decrepiti. Feci tesoro dell'esperienza del concerto, la portai con me e dentro di me. In quei giorni stava nascendo e prendendo forma Fungus; la prima incarnazione del gruppo aveva una grossa predominante "free", nonché una piccola, ma importante, componente etnica, con un chitarrista che si dedicava anche all'oud e alle percussioni.
Dieci anni dopo arriva la chiamata di Disorderdrama: "volete suonare con gli Embryo?". Mi prendo il tempo di respirare, e qualche minuto per sentire il gruppo. La risposta è sì. Suoneremo senza Claudio, tastierista nomade: in quei giorni sarà a Bruxelles.
All'arrivo, già siamo stupiti di quanti siano gli Embryo: il fulcro attorno cui tutto ruota è Burchard, ma nella sua orbita gravitano diversi giovani e meno giovani polistrumentisti, su cui spiccano la solare figlia Marja, che si alterna a tastiere, vibrafono, trombone e batteria e il curioso vocalist, capace di emettere potenti e stranianti suoni con il solo ausilio delle corde vocali. Gli Embryo spesso aggregano alla band musicisti locali: qui in Italia hanno il supporto di un psichedelico flauto (Andrea Monetti) e di una jazzosa tromba (Carlo Mascolo).
Apriamo noi Fungus, ed è una gioia essere qui; il nostro set lascia volutamente un po' più di spazio all'improvvisazione (come ai vecchi tempi!), in onore dei nostri "zii".
Poi, i teutonici; iniziano a volumi molto bassi, è necessario il silenzio per udire le sfumature; l'esperienza è di concentrazione collettiva, quasi mistica. Il gruppo improvvisa, a volte si disunisce per poi ricongiungersi, tutto rimane sospeso ed etereo. Dopo un paio di brani, si vira, il gruppo "ruota" e si ritorna ad atmosfere più vicine alle origini seventies del gruppo, una sorta di jazz-kraut mai autocompiaciuto. Vederli e ascoltarli è un piacere vero, sembra di assistere ad un rito in nome di una certa idea di musica. Questa idea vive ancora.

14 marzo 2012

horror vacui - la prima recensione

La prima recensione di horror vacui.
Voi direte: "hai già scritto questa pagina".
Vero, l'ho già scritta. Ma mi sono clamorosamente scordato il link!
Eccolo: http://www.arlequins.it/pagine/articoli/alfa/corpo.asp?iniz=Z&fine=Zzzzzzz&ch=4972

13 marzo 2012

2011

Periodo di consuntivi e classifiche, quello delle prime settimane dell'anno. Il prog-nerd è per natura propenso a categorizzare e vivisezionare; io sono peraltro piuttosto interessato al genere, dunque mi capitano sotto gli occhi svariati elenchi, classifiche et similia.
Da parte mia, mi posso limitare ad un elenco sbrigativo di ciò che ho ascoltato, in ordine grossolano di gradimento.
Roba molto buona:
Opeth - Heritage
Steven Wilson - Grace For Drowning
Calomito - Cane di Schiena
Discipline - To shatter all accord
Roba buona:
hostsonaten - summereve
amplifier - the octopus
Jonathan Wilson - gentle spirit
la coscienza di Zeno - same
Vanessa Van Basten - closer to the small dark room
Warren Haynes - man in motion; gli ultimi due non possono stare nel novero progressivo, ma sono indubbiamente ottimi dischi
Roba discreta:
yes - fly from here
Jackszyk/ Fripp/ Collins - a scarcity of miracles
explosions in the sky - take care, take care, take care
blackfield - welcome to my DNA
Seri dubbi: Radiohead, Dream theater
Mi riservo di cambiare idea su tutto ed in qualsiasi momento. Postilla finale: nei primi mesi del 2012 ho scoperto gli ottimi discipline; per ora colloco, per entusiasmo, il loro to shatter all accord nelle primissime posizioni.

03 marzo 2012

La prima recensione di horror vacui

E' un piacere per me linkarla: Fin troppo buona nei miei confronti, ma... incasso volentieri!