09 ottobre 2012

Ozu film festival

Piccola cronaca di un tentativo.
Da anni ci siamo resi conto che la nostra musica si presta piuttosto bene alle sonorizzazioni: è dilatata e atmosferica, spesso dipinge stati d'animo ansiosi o ansiogeni, ma ha anche momenti rilassati e "bucolici", per non parlare di venature più movimentate e positive, quasi funky. Il nostro vecchio batterista Willy sosteneva che alcuni pezzi di Fungus fossero perfette colonne sonore per film pornografici: non abbiamo però mai avuto il piacere di verificare la bontà dell'accoppiamento!
Da anni sentivamo parlare di concorsi di sonorizzazione, e quando ci è giunta la mail dell'OZU festival abbiamo pensato che sarebbe stato bello cogliere l'opportunità.
Si tratta di sonorizzare un cortometraggio a scelta tra cinque, tutti tra i 6 e i 13 minuti. Dopo una rapida visione, la scelta cade su the sealed room, di D. W. Griffith. La trama semplice e le inquadrature scarsamente "dinamiche" (è un film del 1909!) rendono non troppo complesso il compito della sonorizzazione. Almeno in teoria!
La parte difficile, per quanto mi riguarda, è iniziare; serve un'idea melodica, arrangiamenti e "raccordi" arriveranno successivamente.
Scrivo e cestino, riscrivo e cancello tutto! Il mio "socio", il chitarrista Alejandro J Blissett, è certamente più ispirato: poco dopo ferragosto mi propone già un lavoro quasi compiuto: sette minuti di temi, cambi, riprese. Tutto molto interessante, anche se i suoni che escono da Sibelius sono quanto di più fasullo e sintetico. Solo Ale sa cosa potrebbe scaturire da una registrazione di gruppo; o, forse, neppure lui!
Il calendario si presenta intenso: in un paio di settimane dobbiamo finire il brano, provare e registrare, e metà gruppo è in vacanza!
In un pomeriggio aggiustiamo la partitura, portandola da Sibelius a Logic, e aggiungiamo un paio di temi, legando i momenti salienti a cambi dell'umore e della musica. Cerchiamo di mantenere il tempo metronomico abbastanza costante, in modo da mantenere il pezzo riproducibile dal vivo, con i cambi nel giusto momento.
Poi, con la fretta che contraddistingue ogni produzione Fungus, si comincia a registrare. Io non conosco il pezzo, e neppure Cajo, il nostro batterista. Il tastierista "ufficiale", Claudio, è lontano, e il midi suona veramente troppo poco umano per essere usato.
Cajo ha un compito improbo: in tre calde giornate agostane deve arrangiare la batteria, suonarla, registrarla. Nel frattempo, registriamo anche io ed Ale, mentre cerco di convincere l'amico Fabio a prendere parte al progetto come tastierista. Con lui si completa la formazione (e si sostituisce il midi!).
Mixaggio velocissimo, in un pomeriggio.
Questo è il risultato finale:



Purtroppo non siamo stati selezionati per il live, ma abbiamo messo in cascina l'ennesima esperienza e l'ennesimo brano.