20 maggio 2017

Artista?

Alla fine di ogni concerto giunge il dubbio legittimo: cosa ho appena fatto? La domanda è universale e flessibile, vale sia per i singoli aspetti della performance che per la sua stessa ragione d'essere. 
Quale è il confine tra arte e intrattenimento? Può un onesto strimpellatore definirsi "artista"? Bisogna fidarsi delle reazioni a caldo del pubblico e dei compagni di band? Cosa rimarrà di questa serata? Solo un bel ricordo o avremo smosso qualcos'altro di indefinibile? Cosa passa, quanto filtro c'è tra i due lati del palco? Penso anche che nel momento stesso in cui investiamo la nostra produzione di un fine che va oltre se stessa, anche solo quello di durare nel tempo, in un certo senso la stiamo depotenziando, perché le leviamo urgenza comunicativa.
Non ho risposte e sono contento di non averne. Mi piacerebbe sempre parlare di ars gratia artis, ma ciò presuppone che stiamo producendo arte. 

25 marzo 2017

I know what I like

Facebook e Google funzionano con sofisticati algoritmi che conoscono le nostre preferenze e le affidano giorno dopo giorno. Progressivamente, le pubblicità, le ricerche, i post che vediamo per primi vengono indirizzati sulla base dei nostri gusti. Ma così facendo perdiamo gradualmente quella dose di imprevedibilità e quei gradi di libertà che consentono l’evoluzione. 
“I know what I like and I like what I know “, e addio sorprese.

04 agosto 2016

Notte greenfog a Genova

Sabato 6 agosto, io sono lì con dhvani; la serata si preannuncia interessante!

07 luglio 2016

chocolate kings

Più di venti giorni negli Stati Uniti per un viaggio di studio/lavoro e piacere mi hanno lasciato una serie di impressioni. Per forza di cose le impressioni sono superficiali.
Los Angeles è una città senza senso, una serie di piccoli insediamenti urbani con poco in comune collegate da una superstrada tentacolare e larghissima. Andare a piedi è possibile nell'Hollywood Boulevard o lungo le spiagge, altrimenti un'automobile è indispensabile. Tutti tengono la stessa costante velocità, andare sotto o sopra il limite sembra essere peccato mortale. San Diego è una città(dina) deliziosa, ma girando per il centro in una mattina di un giorno lavorativo abbiamo visto inspiegabilmente pochissime persone. Non abbiamo capito se fossero tutti chiusi negli uffici a lavorare o in macchina a maledire il traffico. Le spiagge californiane meritano un'occhiata, specie il Venice Boardwalk, che è popolato da una da una fauna variopinta di sportivi, joggers, curiosi, uomini e donne esageratamente sovrappeso e vecchi fricchettoni. Qui abbiamo i treni, lì hanno gli aerei. Sì, nei supermercati esistono le taniche di aranciata da cinque litri. Gli americani non conoscono (bene) il sistema metrico decimale, per cui non sei mai proprio sicuro che la tanica sia veramente da cinque litri. La benzina costa molto poco, ma per il motivo precedente non sai mai esattamente quanto la stai pagando. Se devi fare una settimana on the road, la prossima volta ricordati la patente. Il concetto di "storia" è molto diverso dal nostro. A Tucson la temperatura esterna e interna hanno una forchetta di circa venti gradi (e l'estate non era ancora cominciata). New York è spettacolare, ma in un giorno non vedi New York: vedi un sesto di Manhattan. Tucson è costituita da edifici a uno o due piani che interrompono il deserto. Le sue attrattive principali sono Zia Records e la Tweed Foundation. Il jet-lag esiste.

Hello world (again)

Grazie aruba: sito cancellato, wordpress per ora irrecuperabile. zerothehero.it per qualche giorno punterà qui.

05 maggio 2016

La musica liquida scorre via?

Ho appena letto un'interessante testimonianza sul modus operandi della Apple nei confronti dei fruitori di Apple Music. Apple stole my music in breve racconta come il software decida "sua sponte" di cancellare i files musicali locali sull'hard disk dell'utente, per sostituirli con file (non sempre) identici sul cloud. Le conseguenze spiacevoli sono facilmente immaginabili, e il dilemma etico di generazioni digitali che stanno consegnando il controllo alle corporation lascia quantomeno perplessi. Qui siamo a possesso fisico vs diritto di fruizione che posso levarti unilateralmente. Ora, penso che l'arte non si "possieda" mai fino in fondo, ma il buon vecchio supporto fisico difficilmente si autodistrugge (tranne nei film vintage di James Bond). Sulle generazioni digitali e sul loro smarrimento ha scritto bene (anche se con eccessivo allarmismo) Attivissimo, qui.

02 maggio 2016

Qualche ascolto random di aprile 2016

Jonathan Wilson - Fanfare Sinkadus - Aurum nostrum King Crimson - The great deceiver Yo la tengo - I am not afraid of you... Gastr del sol - Camoufleur Steve Hackett - Please don't touch Weather report - I sing the body electric Motorpsycho - Here be monsters Ivano Fossati - Macramè Guns n’ roses - Appetite for Destruction Eugenio Finardi - Diesel / Finardi Black Mountain - IV Areknames - In case of loss... Franco Battiato - Studio Collection / L’arca di Noè Miles Davis - A Tribute To Jack Johnson Deodato - 2 Bluvertigo - zero Yes - Time And A Word