30 novembre 2013

Fungus Live!

piccolo spazio di autopromozione:
7 DICEMBRE 2013 h 21.30
@
LA CLAQUE, VICO SAN DONATO
GENOVA
FUNGUS
BLUE DAWN
DEMETRA SINE DIE
siate puntuali, perbacco: i Fungus cominciano per primi. Presentiamo il nuovo disco, the face of evil, per chi se lo fosse perso!

13 novembre 2013

Accettare

Nel momento in cui pubblichi, sai che arriveranno le critiche.


"accettare:

acconsentire a ricevere qualcosa o qualcuno oppure a fare qualcosa

(per estensione) accogliere, ammettere

compiere un atto di accettazione, di sopportazione


In quale di queste accezioni accettiamo le critiche? Nessuno le accetta facilmente, specie se negative (sì, esistono anche critiche positive). Perciò comprendo che la prima reazione ad un giudizio negativo possa essere stizzita e adrenalinica. Si percepisce il recensore come un ignorante o un prezzolato, un miope affossatore della cultura, capace solo di accodarsi a triti cliché. E cosa succede? Si risponde, come la logica dei social network e dei blog sembra imporre: risposta veloce, piccata, talvolta condita con una vena ironica.I dischi e i demo in cui sono apparso sono stati recensiti svariate volte, e difficilmente ho trovato che l'autore della recensione fosse andato a segno. 
Un paio di volte critiche positive mi hanno letteralmente fatto sbellicare dalle risa: una volta sono stato paragonato al divino Ian McDonald per una parte di flauto registrata male, con un flauto pessimo, scordato, con il povero fonico che ha dovuto tapullare (scusate il "genovesismo") seppellendo la mia immondizia dietro quintali di riverberi salvifici! Qualche tempo dopo ho letto un critico incensare un riempitivo del primo disco fungus, "la cittadella", 50 secondi di rumori e musica catturati da un registratore volante nel locale genovese: per noi era solo un tributo al locale, per l'ascoltatore impreparato si è tramutato in una geniale trovata ambient!
Naturalmente, i casi opposti sono stati molto più frequenti. Ancora adesso quando voglio causarmi accessi rabbiosi mi basta leggere la prima recensione che ebbe il primo demo di un mio gruppo. Lo scritto è ancora presente in rete, ed effettivamente rileggerlo non mi fa più l'effetto devastante di sconforto e rabbia che ebbe alla sua uscita. Comunque, espressioni come "testi criptici con la presunzione di far poesia evidenziano la carenza tecnica della musica" non fanno bene all'autostima, e aiutarono il gruppo nella decisione di sciogliersi anzitempo. 
Qualche giorno fa, scoprirmi recensito con il mio progetto solista su blow up mi ha regalato un sottile brivido, che si è velocemente trasformato in una cocente delusione. Il recensore non ha letto la mia paginata biografica, nè la formazione della "band": parla di zerothehero come di un gruppo vero e, dunque, si perde il significato stesso dell'"impresa", della onemandband, del lavoro di due sole mani che giocano a plasmare un suono di gruppo. Il critico è stato palesemente superficiale e la sua superficialità mina la credibilità della recensione. E io sto scrivendo di lui, perché nel momento in cui lui pubblica (la recensione), deve aspettarsi la critica. 
Ma ha senso sprecare tempo ed energie in questo loop? Non ho risposta.

03 ottobre 2013

Pensieri Bassistici sparsi parte IV

6. Sii ripetitivo. Non significa noioso, significa che se trovi le note giuste, la frase giusta, il tempo giusto, è giusto che tu li ripeta fino a ipnotizzare l'ascoltatore, fino a caratterizzare il brano. E se si spostano gli accordi, tu sposta la frase, trasponi, giraci intorno. Parti da quella frase che tanto ti piace e costruisci su di essa l'impalcatura della tua linea di basso.

7. Non è obbligatorio fare un fill ogni quattro giri. Tieni anche conto che ad una rullata del batterista non deve necessariamente corrispondere un fill del bassista.

02 ottobre 2013

Pensieri bassistici sparsi parte III

5. Ascolta gli altri. Ascolta soprattutto i bassi, dai anche un'occhiata alla mano sinistra del tastierista e alle corde più spesse del chitarrista. Suonare due note vicine e diverse (specie se distanti di un semitono) genera battimenti fastidiosissimi. Se quelle due note devono proprio esistere, che siano su ottave diverse!

30 settembre 2013

Pensieri bassistici sparsi parte II

Continua da: qui
4. Ascolta la batteria. Stare "incastrato" sui pattern di batteria può essere limitante, ma siete la sezione ritmica e dovete suonare insieme: soprattutto, un colpo di cassa a vuoto suona inequivocabilmente... vuoto. Se non senti la cassa, parla col tuo batterista o metti un piede sulla cassa mentre suonate.
Il rullo a vuoto rende in tutt'altra maniera, e legarlo troppo stretto al basso potrebbe far perdere tiro al brano. Lascia che basso e batteria fluiscano insieme: prova anche a far tacere il resto del gruppo e senti come gira la ritmica.

28 settembre 2013

Pensieri bassistici sparsi parte I

E' da un po' di tempo che desidero scrivere qualcosa che riguardi la costruzione di linee di basso e, in generale, il mio approccio verso lo strumento.
Non ho alcun intento di divulgazione "alta", anzi: vorrei scrivere una piccola guida per tutti i giovani e scarsi bassisti che avessero necessità di qualche dritta, senza pretese enciclopediche.
Suono da tanto, ma non suono bene in senso assoluto, non sono particolarmente tecnico nè ho una particolare cultura musicale: non prendetemi come modello! Inoltre, ho deciso di non ordinare i miei consigli a guisa di manuale, bensì di scriverli come mi vengono. Quindi, se andate avanti, fatelo a vostro rischio e pericolo. Non sono responsabile delle vostre figuracce, mi bastano le mie.

1. cerca gli accordi.
ok, banale. il tuo gruppo deve suonare una cover? usi google, ti tiri giù la tab e suoni finché non impari il pezzo. E se, invece, sempre con google ti tirassi giù la sequenza degli accordi? Se il brano è famoso, si trova. (Se non è famoso o è di produzione propria, chiedi al tuo chitarrista). A questo punto leggi la sequenza degli accordi. Suona le toniche (le note che danno il nome all'accordo), magari a tempo con la cassa. Sembra facile, ma è già un ottimo inizio. Se hai la tab, confronta la successione di accordi con quello che succede nella tab. Se hai lo spartito e lo sai leggere agevolmente, si già avanti!

2. suona le scale
hai la sequenza di accordi? dopo le toniche, è ora di aggiungere altre notine. Cerca sulla tastiera del basso tutte le toniche, terze, quinte e settime relative E suona a tempo sul brano toniche e quinte, con una spruzzata di terze e settime. Comincia a spuntare qualcosa?

3. cerca le note di passaggio
a meno che il pezzo non sia tutto su un solo accordo, ci saranno cambi. Cerca di far fluire i passaggi: se conosci le scale intorno a cui si sviluppa il brano cerca le note in comune tra le scale e sfruttale per far scorrere la linea di basso. sfrutta anche le note a distanza di un semitono dalla tonica, ma senza accentarle troppo.

(per ora mi fermo qui)

05 settembre 2013

La Variabile Umana

Ho un dubbio: ma in Italia un film senza Silvio Orlando o Toni Servillo si può fare?
Comunque, La Variabile Umana mi è piaciuto proprio pochino: regia piatta, montaggio vorrei ma non posso, un'attrice non all'altezza in un ruolo chiave, una trama che non si sviluppa mai. Non c'è una risoluzione reale, l'indagine ha una svolta solo grazie a un'improbabile coincidenza; in tutto questo magma, in cui il regista non prende una posizione (effettivamente, viene dai documentari), il finale "aperto"sembra l'inevitabile non-conclusione.

30 aprile 2013

un tranquillo weekend coi funghetti


Si è appena concluso un weekend "allungato", da giovedì 25 aprile a domenica 28. Niente scampagnate per i fungus, piuttosto un'autolesionistica reclusione in sala!
Quello che doveva essere un demino registrato "alla buona", senza troppe pretese, giusto per capire come possono venire i pezzi nuovi, si è trasformato nell'ennesima impresa epica.
Personalmente, ho saltato un giorno di ripresa di batterie ma mi sono rifatto venerdì 26 stando dietro alle bizze di Logic, imbizzarrito protagonista negativo! Alle due del mattino abbiamo scoperto la sparizione di alcune tracce, mentre alle quattro un panoramico della batteria aveva deciso inopinatamente di spostarsi di due quarti, ma senza farlo vedere nella forma d'onda: troppo facile capire "visivamente" da dove venisse quella specie di delay "dub"!
Dove siamo giunti ora? Abbiamo tutte le batterie di "suite no.5", "democracy", "q" e "arpeggiato", ho registrato dei bassi a tempo perso, ma devo ancora mettere la zampata definitiva, abbiamo metà chitarre e metà tastiere. Ci mancano voci e chitarre acustiche. E temo che dovrò pensare al mixaggio. Ed è solo un demo.
E non sentirete questi brani dal vivo per un bel po'!

25 gennaio 2013

So long, The Mars Volta


Qualche anno fa non pensavo che sarei arrivato ad appassionarmi ad un genere come il post-hardcore. A dire il vero, non pensavo neppure che esistesse. Lessi diffusamente dei Mars Volta e dei loro predecessori, gli at the drive-in, prima di accingermi titubante, ad entrare nel mondo di Omar Rodriguez-Lopez e compagni. Con Frances The Mute non fu amore a prima vista, ma dopo qualche ascolto pieno di dubbi per l'ipertrofia, la ridondanza e le pause elettroniche lunghissime, mi conquistò con una mistura di ingredienti conosciuti (prog, psych, forse ancora qualche barlume del succitato post-hardcore, rock settantiano, rumorismi elettronici), ma al tempo stesso amalgamati in una ricetta affascinante.mars volta
Scoprii poi, andando a ritroso, il primo LP, l'ottimo de-loused in the comatorium, poi l'Ep tremulant, poi, mentre uscivano le opere successive, cercai di capire come avesse avuto origine tutto ciò da un gruppo post-hardcore (ma poi... che genere è?).
I Mars Volta dopo l'ottimo Frances hanno sfornato ancora molti dischi, ma l'ipertrofia ha preso il sopravvento sullo strano equilibrio sghembo degli esordi. Pur rimanendo alto il livello dell'ispirazione, la voglia di strafare e i mille progetti (non sempre interessantissimi) del chitarrista Omar Rodriguez-Lopez hanno progressivamente soffocato la band.
Ricordo in particolare un concerto nel 2008: il primo (all'alcatraz di Milano) fu una maratona di tre ore con un solo piccolo momento di stanchezza; l'ipertrofia e la creatività nel contesto live diventarono armi potentissime, con una capacità di improvvisare insieme vista molto raramente in ambiti rock.
Ora non ci sono più, soffocati dall'ego straripante di un chitarrista / compositore certamente interessante, a modo suo quasi geniale, ma incapace di mettere a freno la propria ispirazione. Peccato, per ora.



23 gennaio 2013

crowdfunding?



In breve, i miei due spiccioli: è evidente il crowdfunding sembra funzionare, ma se osserviamo le cifre e il numero di progetti che nascono si nota una miriade di microprogetti, tutti da poche centinaia di euro: cifre che potrebbero tranquillamente essere anticipate dall'artista. (Se ci credi, paga il progetto).
E' anche vero che la prevendita potrebbe permettere, se usata in modo onesto, un tornaconto sia al fan che all'artista. Dopo tutto, perché un fan che sta finanziando la stampa del disco dovrebbe pagarlo a prezzo pieno?
Ma un aspetto di cui pochi parlano e che mi sembra il più interessante, è l'utilizzo delle piattaforme di crowdfunding in modo "indiretto": far apparire un progetto su uno dei siti maggiori può anche servire ad aumentare l'esposizione del progetto stesso e come test.
L'aumento dell'esposizione (quasi) gratuito, per chi non può permettersi un ufficio stampa e non può tediare continuamente i soliti fans / amici / cugini, è un indubbio e positivo effetto.
Anche sui "vecchi" fans far partire un progetto può servire come verifica della consistenza e dell'"affetto"della base di fan. (Se ci credi, paga il progetto).
Ciò che mi lascia perplesso (e perplime anche l'autore dell'articolo su bastonate) è la sopravvalutazione economica di certi plus che sono in realtà delle piccole chicche che andrebbero regalate ai fans. Perché dovrei farvi pagare due firmette sul disco?

01 gennaio 2013

I dischi del 2012

Siamo al classico momento dei consuntivi di fine anno (e principio) e mi rendo conto di aver ascoltato veramente poco dell'anno appena trascorso; quindi solo un paio di risaputi consigli: il nuovo godspeed e il live dei porcupine tree. Entrambi mantengono quanto promettono e sono rivolti a chi già possiede le opere precedenti e reiterano noti stilemi, ma lo fanno con forza, coniugando con sapienza forma e sostanza.
Devo invece ancora comprendere il senso ultimo del secondo Genesis Revisited: bel disco, ottimi arrangiamenti e bella registrazione, ma nulla che non fosse già presente in una delle trenta diverse stampe e ristampe. Con in meno la voce di Gabriel.