04 agosto 2016

Notte greenfog a Genova

Sabato 6 agosto, io sono lì con dhvani; la serata si preannuncia interessante!

07 luglio 2016

chocolate kings

Più di venti giorni negli Stati Uniti per un viaggio di studio/lavoro e piacere mi hanno lasciato una serie di impressioni. Per forza di cose le impressioni sono superficiali.
Los Angeles è una città senza senso, una serie di piccoli insediamenti urbani con poco in comune collegate da una superstrada tentacolare e larghissima. Andare a piedi è possibile nell'Hollywood Boulevard o lungo le spiagge, altrimenti un'automobile è indispensabile. Tutti tengono la stessa costante velocità, andare sotto o sopra il limite sembra essere peccato mortale. San Diego è una città(dina) deliziosa, ma girando per il centro in una mattina di un giorno lavorativo abbiamo visto inspiegabilmente pochissime persone. Non abbiamo capito se fossero tutti chiusi negli uffici a lavorare o in macchina a maledire il traffico. Le spiagge californiane meritano un'occhiata, specie il Venice Boardwalk, che è popolato da una da una fauna variopinta di sportivi, joggers, curiosi, uomini e donne esageratamente sovrappeso e vecchi fricchettoni. Qui abbiamo i treni, lì hanno gli aerei. Sì, nei supermercati esistono le taniche di aranciata da cinque litri. Gli americani non conoscono (bene) il sistema metrico decimale, per cui non sei mai proprio sicuro che la tanica sia veramente da cinque litri. La benzina costa molto poco, ma per il motivo precedente non sai mai esattamente quanto la stai pagando. Se devi fare una settimana on the road, la prossima volta ricordati la patente. Il concetto di "storia" è molto diverso dal nostro. A Tucson la temperatura esterna e interna hanno una forchetta di circa venti gradi (e l'estate non era ancora cominciata). New York è spettacolare, ma in un giorno non vedi New York: vedi un sesto di Manhattan. Tucson è costituita da edifici a uno o due piani che interrompono il deserto. Le sue attrattive principali sono Zia Records e la Tweed Foundation. Il jet-lag esiste.

Hello world (again)

Grazie aruba: sito cancellato, wordpress per ora irrecuperabile. zerothehero.it per qualche giorno punterà qui.

05 maggio 2016

La musica liquida scorre via?

Ho appena letto un'interessante testimonianza sul modus operandi della Apple nei confronti dei fruitori di Apple Music. Apple stole my music in breve racconta come il software decida "sua sponte" di cancellare i files musicali locali sull'hard disk dell'utente, per sostituirli con file (non sempre) identici sul cloud. Le conseguenze spiacevoli sono facilmente immaginabili, e il dilemma etico di generazioni digitali che stanno consegnando il controllo alle corporation lascia quantomeno perplessi. Qui siamo a possesso fisico vs diritto di fruizione che posso levarti unilateralmente. Ora, penso che l'arte non si "possieda" mai fino in fondo, ma il buon vecchio supporto fisico difficilmente si autodistrugge (tranne nei film vintage di James Bond). Sulle generazioni digitali e sul loro smarrimento ha scritto bene (anche se con eccessivo allarmismo) Attivissimo, qui.

02 maggio 2016

Qualche ascolto random di aprile 2016

Jonathan Wilson - Fanfare Sinkadus - Aurum nostrum King Crimson - The great deceiver Yo la tengo - I am not afraid of you... Gastr del sol - Camoufleur Steve Hackett - Please don't touch Weather report - I sing the body electric Motorpsycho - Here be monsters Ivano Fossati - Macramè Guns n’ roses - Appetite for Destruction Eugenio Finardi - Diesel / Finardi Black Mountain - IV Areknames - In case of loss... Franco Battiato - Studio Collection / L’arca di Noè Miles Davis - A Tribute To Jack Johnson Deodato - 2 Bluvertigo - zero Yes - Time And A Word

18 aprile 2016

Pensierino referendario

Quando la questione si fa eccessivamente "tecnica", lo strumento del referendum è fuori luogo. Il referendum sulle trivelle era più complesso del semplice "salviamo i nostri mari", e prima di decidere se e cosa votare ho letto un po' di fatti e opinioni. Dopo tutto, capisco gli astenuti, la maggior parte di loro si è probabilmente arresa per disinteresse Ritengo però sconfortante che un politico di spicco del primo partito italiano si bei dell'astensionismo con un ‪#‎ciaone‬ che è di uno squallore da lasciare senza fiato. Da ciaone a cialtrone il passo è breve.