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Gamification

  Non sono uno sportivo; ho provato molti sport, ma con pochissimi ho superato lo scoglio delle prime due ore. Sono però un camminatore urbano discretamente costante, a causa soprattutto della conformazione del suolo genovese. Grazie all’apple watch ho appreso di percorrere ogni giorno 5/10 km solo per spostamenti essenziali, quali quelli lavorativi, o per fare la spesa, o per addormentare la  nana  in passeggino. Ma attenzione: l’orologio perde il conto dei passi se la mano è appoggiata e guida il passeggino. E dunque eccomi: piuttosto che farmi sgridare da un’applicazione, mi ingegno a guidare il  Chicco  da battaglia con la sola mano destra, mentre la sinistra macina passi. Come diceva Matteo? “Non sappia la mano sinistra…”

Elenchi

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Un blog spesso rischia di essere un elenco di azioni slegate tra di loro, e in questo periodo di quarantena la mancanza di traguardi temporali rischia di fare accumulare gli eventi quotidiani in un magma indistinto. Quindi mi appresto a ripercorrere i piccoli obiettivi quotidiani raggiunti, nessuno definitivo. Con due bimbe (quattro anni in due) lo smart working sarebbe impossibile, per fortuna ho pochi obblighi lavorativi e qualche ritaglio. Ho ripreso in mano lo stick, cosa che capita all'incirca ogni 365 giorni, mentre le corde invecchiano un pochino. Le mie mani riescono ancora a trovare le note e qualche automatismo. Si parla sempre di pentatoniche e di pattern basilari, ma almeno non sono tornato troppo indietro. Riesco a emettere qualche nota sul Venova, il finto sax di plastica della yamaha. Ho registrato qualcosa con il musicman e il fender jazz messicano. Qui c'è una piccola suite. Ho stretto una vitina del flauto traverso. Ho messo a posto le foto sulla libreria di...

Sentirsi vivi

Ci sono ovviamente milioni di gesti, piccoli gesti, che risvegliano le coscienze e ci fanno gioire della nostra presenza su questo pianeta. Ma ogni volta che monto corde nuove sul mio basso ed alzo il volume e il gain, è inevitabile che salgano le endorfine e il cervello mi mandi un segnale che traduco con "sono vivo"! Intanto, esce una recensione che imputa all'ultimo fungus il difetto dell'incoerenza, e mi domando se la coerenza sia realmente un pregio.

Non me l’aspettavo...

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Non me l’aspettavo, ma mi sta piacendo il nuovo disco dei Tool.  Lungo, faticoso, zeppo di piccole variazioni su pochi temi, spesso con tricks ritmici accattivanti o arpeggi crimsoniani (ma anche “Summersiani”). Mi piace forse perché innesta buone idee su rassicuranti basi già sentite, osa ma senza spingersi in territori di oscura sperimentazione, suona violento e “dritto”, ma ha anche spazio per I fraseggi della chitarra solista. Non riesco a condividere l’entusiasmo dei fans per il drumming di Carey, che è ottimo,    caratteristico, potentissimo e preciso, ma non è esattamente la mia tazza di té. Soffro un poco la mancanza di “aperture”, o di momenti che facciano gridare al miracolo, ma sembra una precisa scelta stilistica.

Informarsi vs opinioni

Non serve conoscere per dire la propria. Un’opinione non si nega a nessuno, basta riciclare meme pseudoironici e commentare con “io penso con la mia testa”. Sappiamo di non sapere e ne siamo fieri. Ottimo.

DIY a contatto

E ancora una volta ho dimenticato le lenti a contatto usa e getta. Per la centesima volta: bicchierini da liquore, acqua e sale. DoItYoutself, senza vergogna.

La retorica del “se vuoi, puoi”

Mi trovo spesso alle prese con messaggi motivazionali, che hanno come scopo ultimo il rinforzo della volontà di chi si trova alle prese con importanti "sfide".  La logica della frase motivazionale standard è quella di aiutare a superare quell'innata pigrizia che, ahinoi, ci affligge. Focalizzandoci cancelleremo paure ed ostacoli, supereremo le correnti gravitazionali ed andremo incontro ad imperitura gloria. Penso che sia fondamentale visualizzare gli obiettivi e sia anche molto utile cercare di mantenere la concentrazione durante il cammino. Penso anche, però, che affidarci esclusivamente a slogan individualistici sia estremamente pericoloso nel momento di gestire l'insuccesso, e, ancor prima, il "mancato successo".  Ribaltando la retorica, rischiamo di incolpare noi stessi per non aver ottenuto obiettivi che forse (semplicemente) non erano alla nostra portata.  Non hai ottenuto ciò che desideravi? Forse è il momento di farti molte domande, non s...